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Chirurgia plastica nella lesione da decubito Stampa E-mail

 Pubblicato giovedi 5 marzo 2009

Mia madre, che ha 65 anni ed è stata colpita da grave emiplegia dx con un periodo iniziale in cui è stata in coma, è arrivata al reparto di riabilitazione con una vasta piaga nella regione dei glutei. I medici e gli infermieri mi dicono che la lesione sta lentamente migliorando, anche perché la mamma sta bene in salute e incomincia a stare in piedi in palestra. Oggi mi è però stato consigliato un intervento di chirurgia plastica. E’ utile e necessario questo intervento o si potrebbe evitare?

Il bilancio dei pro e dei contro di ogni terapia deve ovviamente essere fatto da chi ha in cura un paziente e dai suoi familiari. In linea teorica il trattamento di chirurgia plastica ripartivo di una lesione da decubito  trova indicazione quando le dimensioni e la profondità della lesione fanno prevedere tempi di guarigione di molti mesi, periodo in cui la paziente resta a rischio di infezioni locali, è limitata nelle posizioni che può mantenere nel letto o in carrozzina, necessita di medicazioni lunghe e costose che riducono il tempo disponibile per altre attività riabilitative  o ricreative. Occorre infine ricordare che il tessuto fibroso-cicatriziale che caratterizza il processo di riparazione spontanea, è molto più a rischio di nuove lesioni da decubito, di quanto non sia il lembo “muscolare-cutaneo, con relativa vascolarizzazione e innervazione” che il chirurgo plastico fa ruotare da una area vicina sana e che posiziona a coprire l’area lesa. 

 

 
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