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CENTRO RIABILITAZIONE CEREBROLESIONI ACQUISITE

Ritorno alla Guida
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La ripresa della guida di un autoveicolo dopo lesione cerebrale è un passaggio importante per il ritorno all’autonomia della persona anche in funzione di un recupero delle relazioni sociali e lavorative.

Questo passaggio risulta spesso critico per la difficoltà di trovare tutte le competenze mediche richieste per una valutazione completa ed esauriente e di seguire tutte le pratiche burocratiche che sono necessarie per portare a buon fine le procedure di revisione della patente.

Per rispondere alle esigenze dei pazienti con esiti di trauma cranico o malattia cerebrale, presso il Centro Cardinal Ferrari è possibile usufruire di un servizio che consente di:
  • valutare le capacità residue del paziente
  • attuare percorsi riabilitativi mirati
  • individuare adattamenti necessari all’autoveicolo
  • accompagnare i candadati fino all’esame pratico di guida passando dalla valutazione della Commissione Medica Locale con l’esame finale presso la Motorizzazione Civile.
  • supportare l’espletamento delle pratiche burocratiche connesse con la procedura e dare tutte le informazioni sui benefici previsti dalla legge sull’acquisto dell’auto adattata.
Il team multiprofessionale coinvolto nel percorso del paziente è composto da medici, fisioterapisti, psicologi, psicomotricisti, tecnici ortopedici specializzati sull’adattamento degli autoveicoli, istruttori di scuola guida con esperienza specifica. Il familiare di riferimento costituisce parte integrante del team.

Le tecnologie utilizzate comprendono strumenti informatici dedicati alla valutazione, il simulatore di guida, la pista protetta per la guida in sicurezza e l’auto multiadattata.

Per informazioni rivolgersi alla segreteria clinica del centro: 0521 820201
 
Il ritorno alla guida in sicurezza

Il ritorno alla guida di un autoveicolo rappresenta una esigenza molto sentita da parte di soggetti portatori di esiti di grave cerebrolesione acquisita, sia essa dovuta a trauma cranio-encefalico o a patologia cerebro-vascolare, in particolare negli utenti giovani ed in età lavorativa. A fronte di una richiesta così forte da parte dei diretti interessati coesiste, spesso, anche un’importante preoccupazione dei familiari, che temono che i loro congiunti non abbiano recuperato un pieno controllo delle competenze necessarie per guidare in sicurezza. Alcuni studi confermano, infatti, che le persone che ricominciano a guidare dopo avere avuto un trauma hanno una probabilità più alta della norma di incorrere in un nuovo incidente.
Nei giovani pazienti con esiti di gravi cerebrolesioni acquisite le competenze di base della guida di carattere psicomotorio sono in parte automatizzate e spesso possono essere conservate, ma non sempre sono sufficienti a garantire una guida sicura. Per guidare, infatti, sono richieste numerose abilità cognitive come, ad esempio, buone capacità di attenzione e di svolgere compiti complessi in modo da poter garantire risposte adeguate nel traffico caotico.
Una persona idonea alla guida dovrebbe, inoltre, soddisfare i seguenti criteri:
a) avere una bassa probabilità di perdita di controllo del comportamento in modo non prevedibile;
b) avere sufficienti abilità cognitive, percettive, motorie per apprendere e applicare le tecniche di guida;
c)avere sufficiente giudizio e responsabilità sociale.
Purtroppo non tutti i soggetti che hanno concluso il loro iter riabilitativo tradizionale con discreto recupero funzionale, possiedono tutti i pre-requisiti necessari per una guida in sicurezza.

Gli Attori Coinvolti
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Il Centro Cardinal Ferrari di Fontanellato (PR), con la collaborazione della Coopertiva Sociale All-Mobility di Reggio Emilia, del Ministero Infrastrutture e Trasporti Ufficio Motorizzazione Civile Parma e del Sindacato Nazionale Istruttori di Scuola Guida CONFEDERTAAI, Segreteria Provinciale di Parma, ha attivato un programma strutturato per riaccompagnare gli aspiranti guidatori ad un eventuale ritorno all’utilizzo in sicurezza dell’automobile.

Il Progetto
Il progetto prevede una rivalutazione complessiva dei candidati, al fine di stabilire quali abilità siano conservate e quali compromesse.
Al termine di diverse valutazioni multidisciplinari sarà possibile fornire una relazione dettagliata sulle reali possibilità di un ritorno alla guida in sicurezza.
A seguito della valutazione si prevedono tre possibili scenari:
a) In caso di risultato positivo il soggetto sarà indirizzato alla valutazione finale e formale della Commissione Medica della Motorizzazione Civile di Parma per sottoporsi alla procedura di revisione attiva della patente;
b) In caso di risultato fortemente negativo e di riscontro di incompatibilità inemendabile, il candidato e i suoi familiari riceveranno una relazione dettagliata circa la motivazione di tale giudizio clinico, oltre che la ferma raccomandazione di non guidare più autoveicoli, pur se il soggetto è ancora in possesso di un documento di guida valido;
c) Nell’evenienza di riscontro di deficit potenzialmente modificabili con trattamento riabilitativo mirato, si proporrà all’aspirante guidatore di sottoporsi ad un training rieducativo specifico, che potrà essere, a seconda dei casi, in ambito comportamentale, cognitivo, neuromotorio o anche di scuola guida con istruttore adeguatamente formato.

I destinatari del progetto
Si rivolge a persone che siano già state, o siano ancora, in possesso di patente di guida e ne abbiano fatto uso, che siano ad almeno 8 mesi dall’evento acuto e che siano già reinserite nel contesto socio-familiare
Il progetto richiede anche la presenza di un familiare che ben conosca il candidato, che sia in grado di fornire notizie attendibili sulle sue abitudini e sulle caratteristiche comportamentali, nel proprio ambiente naturale di vita e che, se necessario, possa fare da supervisore nell’eventuale programma di training alla guida.


Il percorso
Il progetto prevede un impegno per il paziente e per il suo care-giver di circa 12-15 giorni e si realizza mediante le seguenti fasi:

1) Visita medica specialistica fisiatrica e neurologica
2) Visita neuro-oftalmologica
3) Eventuale valutazione ORL più esame audiometrico
4) Valutazione psicologica e neuropsicologica,
5) Valutazione, neuromotoria e funzionale, svolta in collaborazione con il fisioterapista
6) Prova di guida di mobilità aumentativa (PMPT), svolta da psicomotricista
7) Test su simulatore di guida Fiat Mobility, realizzata da operatore dedicato
8) Analisi degli eventuali adattamenti all’autoveicolo, in funzione della residua disabilità motoria, ad opera di fisioterapista con il supporto dell’istruttore di scuola guida
9) Guida su pista protetta con auto multi-adattata ed istruttore
10) Quattro guide su strada con istruttore di scuola guida, esperto di gravi cerebrolesioni acquisite, per un totale di circa 60 Km
11) Revisione attiva della idoneità presso la Commissione Medica Locale e successivo esame di guida presso la Motorizzazione Civile con eventuale macchina adattata.
12) Controlli del comportamento di guida del candidato, a distanza di 6,12,24 mesi.

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Il Team
Il percorso del paziente è realizzato da un team multiprofessionale composto da medici, fisioterapisti, psicomotricista, infermiere, psicologi ed istruttore di scuola guida.
La scelta di inserire l’istruttore di scuola guida, supportato anche dallo psicologo, come parte integrante del team riabilitativo ha una duplice valenza: rassicurare il paziente anche in vista della possibilità di sostenere l’esame di guida e accompagnare in sicurezza il paziente verso la reale condizione di automobilista costretto a muoversi in condizioni (traffico, confusione, ecc) che difficilmente potrebbero essere valutate solo attraverso “situazioni simulate”.
Anche il familiare/care-giver assume un ruolo importante tra i membri attivi del team
Al familiare non è solo riconosciuto il compito di essere testimone e interprete delle capacità di inserimento sociale del paziente e del suo livello di capacità di controllo sul piano cognitivo-comportamentale: la sua presenza attiva durante l’intera valutazione del paziente e, in particolare, nel corso delle guide su strada, permette di attribuirgli una serie di precise consegne rispetto al tipo di sorveglianza/supervisione che dovrà mettere in atto, una volta tornati a casa, per consentire una ripresa progressiva di guida del paziente in condizioni di sicurezza.

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